Una partita dal vivo tra amici

Una partita dal vivo tra amici

Messaggioda Manuel » mercoledì 14 marzo 2012, 12:37

:!: :!: :!: (ATTENZIONE: chi è sensibile alla logorrea non continui a leggere, mi rendo conto che è un po' lunghetto... comunque sia, bisogna poi vedere se anche al più volenteroso nel leggere interessi ciò che ho scritto...)

TRAMA
"Un giorno di febbraio sette amici si riuniscono per stare in compagnia. Hanno pensato di fare un giro in centro, ma il tempo, che al mattino pareva volgere al sereno, scopre la sua vera faccia e già alle 13:00 una semplice passeggiata si rivela impraticabile. Valutata la situazione, l'anfitrione si ritira un attimo in camera e, con fare mistico, torna in salotto reggendo davanti a sé quella che sembra una scatola ricoperta da un panno leggermente polveroso, e annuncia alla cerchia di aver trovato la risposta su come impiegare un pomeriggio altrimenti perso."

Inizia così una partita dal vivo a Diplomacy raccontata attraverso l'esperienza dell'italiano che, dopo momenti di febbrile agitazione, è riuscito a prendere sempre più piede sulla plancia. Per stare al passo, allego un file degli eventi apribile con Realpolitik.

Conflitto.dpy
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PROTAGONISTI
AUSTRIA-UNGHERIA
Imperatore Giulio "il sorridente" (sconfitto)

FRANCIA
Presidente Riccardo "lo svendi-tutto" (sconfitto)

GERMANIA
Kaiser Alberto "il tenace" (sopravvissuto)

INGHILTERRA
Sire Alessandro "l'ingenuo" (sopravvissuto)

ITALIA
Re Manuel "il parac..o" (vincitore)

RUSSIA
Zar Franco "l'infido" (sopravvissuto)

TURCHIA
Sultana Marta "l'incompresa" (sconfitta)

SVOLGIMENTO
Le prime alleanze

Primavera 1901
Cerco subito di farmi amico l'Imperatore, e vedo che è ben disposto nei miei confronti. Quindi: obiettivo Francia. A scanso di equivoci voglio subito far capire a tutti la mia posizione sul tavolo, così muovo marcatamente verso Ovest, mentre l'Imperatore, fidandosi poco del russo, si porta a Budapest da Vienna. Cerco di parlare un po' con tutti: la turca mi chiede alleanza, ma già in autunno, quando vede la mia flotta nel Tirreno, non vuole parlarmi più temendo (mi dirà poi) che informassi l'austriaco delle sue intenzioni. Il francese dice di volersi fidare di me (?). L'inglese si chiude in un mutismo ostinato nei miei confronti. Il russo è affabile, ma vorrebbe che mi lanciassi contro il turco. Con la Germania instauro quasi subito un piano di spartizione della Francia.

Autunno 1901
Attacco Marsiglia dal Piemonte (ma mi dimentico di mettere l'ordine di avanzata dalla Toscana) che rimbalza e conquisto la Tunisia. In questo turno salta fuori chi sta con chi: Turchia contro Austria e Russia; la Francia prende il Portogallo, ma ha addosso me e il tedesco; l'inglese se ne frega del francese (il quale aveva chiesto l'aiuto britannico per il Belgio) e annette la Norvegia, ma non ha alcun alleato, anzi il tedesco e il russo sono alleati contro di lui. Marta (Turchia), che credeva nell'aiuto austriaco, si alza infuriata ed esce dal salotto: ci vorranno cinque minuti buoni per farla tornare (è la sua prima partita, un po' di comprensione...). I Balcani vedono il russo in Romania, l'Austria in Serbia e Grecia, e la povera Marta in Bulgaria.

Inverno 1901
Ancora mi rimbomba la testa alle urla di Marta che mi ordina di costruire una flotta a Napoli: io cerco di farle capire che non posso aiutarla e costruisco a Roma (forse non l'avrei fatto se tra me e lei non ci fosse stato Giulio (Austria) che si prendeva la maggior parte dei "fulmini"). Un po' di timore comincia a crescere vedendo armate in Austria e una nuova flotta a Marsiglia.

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L'Austria sorride

Primavera 1902
Avanzo verso il Mediterraneo occidentale e rimbalzo ancora su Marsiglia, e non fidandomi dell'austriaco Giulio (comincia a sorridere troppo) muovo su Venezia. Scopro con sollievo che mi sbagliavo. Riccardo (Francia) comincia a preoccuparsi: chiede al tedesco di seppellire l'ascia di guerra e di dargli manforte contro di me, ma il Kaiser non accetta. Si rivolge allora all'inglese per salvarsi almeno sul fronte teutonico e questi, accorgendosi di avere contro Germania e Russia, accetta. La Turchia si fa strada sul Mar Nero e nell'Egeo, mentre il russo accetta una flotta turca sotto casa per portarsi in Armenia e aiuta Giulio a entrare in Bulgaria.

Autunno 1902
Stavolta è Giulio che, allarmato dal mio movimento su Venezia, va di rimbalzo su Trieste. Le manovre nel Mediterraneo occidentale e sul fronte franco-tedesco cadono in stallo. A nord Inghilterra e Russia si scambiano Norvegia e San Pietroburgo, mentre Marta tenta disperatamente di difendersi insultando tutti quelli che le rivolgono la parola.

Inverno 1902
Giulio, sorridendo, si scusa di aver dubitato di me, ma la costruzione di una flotta a Trieste non la vedo di buon occhio.

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Il tradimento italiano

Primavera 1903
Ancora una volta incalzo Marsiglia e riesco a entrare nel Golfo di Lione: evidentemente Riccardo era più preoccupato per la situazione a nord, dato che non si accorge che a nulla serve supportare il fermo di Marsiglia. Per sicurezza non muovo l'armata da Venezia. Alberto (Germania) beffeggia spudoratamente Riccardo per la seconda parata dell'attacco in Belgio: per tutta risposta Riccardo se la prende con Alessandro (Inghilterra), accusandolo d'essere il responsabile della situazione che si è venuta a creare. Ma Alessandro ha altre gatte da pelare: riesce infatti a rientrare in Norvegia, ma perde San Pietroburgo. Giulio entra nell'Adriatico e rimbalza ancora una volta su Trieste: la sua diffidenza comincia a darmi fastidio. A est i futili tentativi di Marta di difendersi portano ad un'accelerazione della sua disfatta: infatti muove la flotta su Ankara, pensando di rimbalzare ancora, ma Franco (Russia) intuisce e prende possesso del Mar Nero portando un'armata in Armenia.

Autunno 1903
Le mosse di Giulio atte a parare attacchi che da parte mia non avvengono, unite al fatto che continua a sorridermi in faccia, mi irritano a tal punto che di getto metto in preventivo l'attacco su Trieste. Poco dopo mi rendo conto che è troppo azzardata come mossa, e sto per cancellare l'attacco quando Alberto mi chiama in disparte perché io lo consigli su come comportarsi. L'analisi della sua situazione è intensa, e quando è il momento di consegnare le mosse mi dimentico di correggere il tiro su Giulio. Incredibilmente entra! Dall'altra parte il mio 3 contro 2 su Marsiglia funziona. Risultato: strappo un centro in Francia e uno in Austria, Giulio smette di sorridere e Riccardo è alquanto incazzato. Marta saltella sulla sedia alla vista del mio attacco, speranzosa che le armate austriache si rivolgano verso di me, ma intanto perde Ankara e consegna (perché??) l'Egeo a Giulio che si porta inoltre nello Ionio. A nord (ancora?) Norvegia e San Pietroburgo vengono scambiate. La Germania perde il Belgio, ma entra nel Mare del Nord e Borgogna (prezzo forse salato ma risultato importante).

Inverno 1903
Non c'è modo di convincere Giulio della mia "buona fede", quindi costruisco un'armata a Venezia e una flotta a Napoli. Giulio tenta di persuadere Alberto a tradirmi, facendo lega con Riccardo, ma Alberto ha il problema dell'Inghilterra a nord e non gli piace avere due fronti opposti. La presa di Marsiglia mi permette di tenere sotto controllo Tunisi e il Tirreno per rimbalzo. Riccardo costruisce un'armata a Brest (forse sarebbe stato meglio per lui una flotta), mentre la costruzione di un'armata a Mosca rappresenta un chiaro preludio alla fine della permanenza inglese sul continente.

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La Russia si espande

Primavera 1904
Poiché siamo in Primavera, non ho paura dell'eventualità di perdere Tunisi, quindi mi dirigo nel Tirreno. Anche Giulio fa lo stesso e rimbalziamo. In Spagna entro con la flotta (Riccardo si sposta in Portogallo), mentre Venezia protegge Trieste: Giulio però non mi attacca (evidentemente ha intuito che se Venezia non avesse protetto Trieste quest'ultima sarebbe caduta e la mia armata dislocata avrebbe riparato a Vienna). Inoltre è sospettoso delle mie sempre più frequenti appartate con Franco il cosacco. Prova a chiedere tregua a Marta che per tutta risposta lo manda a quel paese. I sospetti di Giulio sono però fondati: Franco lo tradisce non tagliando il supporto di Marta su Costantinopoli e strappandogli la Bulgaria. A nord il balletto Norvegia-San Pietroburgo finisce grazie alla nuova Armata di Mosca. Alessandro d'Inghilterra preferisce non rischiare la perdita di Edimburgo e non attacca perciò il Mare del Nord, dirigendosi invece sulla capitale scozzese. Non riesce però a impedire con l'attacco da Londra il supporto tedesco sul Belgio che ricade in mano al teutonico (colpa di Riccardo, gli bastava muovere sulla Borgogna).

Autunno 1904
Rimango fermo a Napoli per sicurezza, e questa volta muovo su Tunisi: Giulio mi copia e rimbalziamo nuovamente. Proteggo la Spagna da Marsiglia. Sul piano internazionale l'intesa Italia-Russia è ormai nota a tutti, perciò nessuna sorpresa quando supporto Franco su Budapest. In realtà credevo che Giulio arrivasse da solo alla soluzione "2 contro 2" per mantenere Budapest (non mi piaceva l'idea di una Russia che si allargasse troppo), ma in effetti non potevo sperare che lui, strenuo sostenitore dei rimbalzi doppi, facesse una mossa diversa da un "2 contro 1 e 1". Franco riesce a convicere Marta ad attaccare l'Egeo promettendole che non la avrebbe attaccata... e come volevasi dimostrare a fine anno la flotta russa è a Costantinopoli, mentre Giulio, supporto dall'Egeo rotto, riesce a entrare in Bulgaria per semplice movimento dalla Grecia. A nord Franco si porta in Svezia e Prussia, e impedisce ad Alessandro di portarsi nel Mar di Norvegia, mentre Alberto riesce a mantenere la posizione nel Mare del Nord. La Francia è messa male: Riccardo infatti blocca l'avanzata tedesca su Picardy, ma non è in grado di allontanarmi dalla Spagna.

Inverno 1904
La parte del tavolo alla mia destra si scalda parecchio: Alberto, notando l'avanzata di Franco a nord e l'invasione della Prussia, minaccia di rigargli l'auto, mentre Marta, già fuori di sé per il tradimento di Franco, sbotta quando Alessandro osserva che, effettivamente, il suo cane giocherebbe meglio di lei.
Non avendo altri centri liberi sulla Penisola all'infuori di Roma, vi costruisco una flotta. Noto con orrore che Franco sforna 3 armate. Alberto pensa bene di costruire a Berlino. Un piccolo sollievo mi sfiora nel vedere la flotta austriaca inabissarsi nello Ionio.

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L'avanzata russa

Primavera 1905
L'invasione russa della Prussia getta anche me in cattiva luce agli occhi di Alberto, che non sa che pesci pigliare: da una parte io gli servo per assestare il colpo di grazia al francese Riccardo (o forse è il contrario...), dall'altra non si fida perché Franco che lo ha invaso mi ha messo nel mezzo contattandomi più volte. Certo Giulio non mi aiuta con la sua arringa anti-italiana, e lo incita a darmi addosso. Alberto però decide di rimanermi al fianco: Riccardo non gli può essere d'aiuto contro di me a causa delle posizioni attuali (inoltre ne teme un tradimento), ma determinante nella sua scelta è il fatto che Alessandro abbia tentato di riportarsi dal Mare di Barents nel Mar di Norvegia nell'ultimo turno.
Ad ogni modo, Alberto si accorge che il piano di spartizione della Francia è compromesso e mi chiede sostegno contro Riccardo, costretto a difendersi dallo zar traditore spostandosi a Monaco. Franco, d'altro canto, protegge la Norvegia temendo un'alleanza anglo-tedesca. Questo in effetti era il progetto del teutonico Alberto, ma Alessandro sembra non stare al passo con i tempi: si ritira dal Mare di Barents e ancora attacca per semplice movimento la flotta nel Mare del Nord, supportata dalla Danimarca.
Intanto Riccardo è in crisi: con l'affondamento della flotta austriaca alle mie coste vede bene che sto per accerchiarlo. Mi chiede pietà implorandomi un'alleanza con lui o almeno una tregua, ma non posso correre il rischio di tradimenti sul fronte occidentale, soprattutto ora che Alberto è diffidente. Mi allargo nel Mediterraneo e azzardo il supporto per avanzare in Tirolo. Giulio, vedendo che Marta lo guarda male, non si azzarda a domandarle aiuto e supporta (?) il fermo in Bulgaria.
Il malefico Franco, che è riuscito a sentire quello che si dicevano i due Kaiser appartati, attacca senza timore la Bulgaria per far crollare il supporto austriaco contro la Romania. Per "coprire" questo suo attacco (che apparirebbe sospetto agli occhi degli avversari: perché muoversi rischiando di perdere Costantinopoli?) fa avanzare da Ankara l'armata, giustificandosi poi di aver tentato un "affondo". Non riesce però a entrare in Romania a causa del supporto di Budapest tagliato da Vienna; entra però senza problemi in Silesia. Marta osserva in silenzio lo svolgersi delle trattative, ringhiando a chiunque le si avvicini.

Autunno 1905
Attacco Riccardo in Portogallo e sostengo Alberto in Borgogna ancora una volta. Il fronte franco-tedesco e italo-austriaco cadono in stallo. Alessandro caccia la flotta tedesca dal Mar del Nord rinunciando così al predominio nei mari settentrionali. Franco si muove di concerto con l'inglese; tutti ormai sospettiamo un'alleanza anglo-russa, complici le mosse adottate da Alessandro in primavera. Alberto si chiude in difesa contro le armate russe che intanto più a sud entrano di forza in Romania. Io mi vedo costretto a chiedere l'aiuto di Marta per entrare nell'Egeo: dopo alcune rinfacciate su come io non sia intervenuto in suo aiuto ad inizio partita cede alla mia richiesta. Franco opera uno spostamento tattico sul Mar Nero, portando l'armata di Ankara in prima linea.

Inverno 1905
Alberto ritira la flotta in Olanda, mentre io costruisco a Venezia.

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Jackpot!

Primavera 1906
La fiducia di Alberto nei miei confronti è messa a dura prova: Franco lo cannoneggia da nord ed est, mentre io sono alleato con lo stesso Franco contro Giulio, e non ho mai preso apertamente le difese della Germania. La situazione è critica: se Alberto decidesse di tradirmi, il rapace Franco farebbe strage in Germania diventando a quel punto invincibile (è a dieci centri, e tra Germania e Balcani ne conquisterebbe sì e no altri 6). Non solo: Franco più volte gli chiede di parlargli in privato (lui mi dirà per tentare di fargli fare una sciocchezza a nostro vantaggio, ma è chiaro che con "nostro" intedesse solo di lui). Cerco di far capire ad Alberto la situazione e gli chiedo ancora una volta di darmi fiducia. Vedendo che non sono disponibili altre opzioni (non si fida di Franco, ha già tradito troppo) accetta.
Io, d'accordo con Franco, riesco ad avanzare fino in Albania e in Grecia, mentre lui entra in Bulgaria (Marta attacca Costantinopoli, ma non basta per impedire la conquista russa). Giulio si appella al buon cuore di Franco, ma vedendo che non lo muove a compassione lo minaccia dicendogli che mentre Alberto si sfogherà contro la fiancata della sua (di Franco) auto lui gli darà manforte bucando le gomme. Alessandro, istigato da Franco, si porta nella Manica, mentre io prendo posizione sulle coste della Guascogna. Riccardo, avvilito, si porta a Brest e proclama che a chiunque giunga in suo aiuto regalerà il suo criceto, la collezione di figurine dei calciatori Panini classe '86-'87 (incompleta) e la sua tessera punti del supermercato, già valida per il ritiro di un frullatore. Alberto entra in Picardy e mantiene la posizione sul fronte orientale, ma perde la Danimarca ed è costretto a ritirarsi a Kiel.

Autunno 1906
Alberto mi chiama in disparte. La perdita del Mare del Nord alla fine del 1905 e della Danimarca in primavera è per lui un duro colpo, poiché non può più tenere alla larga le unità nemiche nelle acque settentrionali. Convinto di non farcela asserisce che l'unico in grado di contrastare il russo sono io; mi manca solo qualche unità in più. Continua dicendomi che, a questo punto, per lui entrare a Parigi non porta alcun vantaggio (sia perché pensa che così facendo aiuta il russo bloccando il mio sviluppo, sia perché lui, anche se potesse costruire, ha i centri nazionali occupati dalle sue unità incalzate da Franco) e quindi dà a me supporto per entrare nella capitale francese, proponendosi d'agire come "tappo". Io me torno al tavolo convinto che, bersagliato da Inghilterra e Russia, Alberto se vada in massimo tre turni, e quindi mi toccherà sorreggerlo per non soccombere a Franco.
Muovo dunque verso Parigi e Brest rinunciando al frullatore, ma in quest'ultima Alessandro mi blocca l'avanzata proteggendo Riccardo. La flotta inglese a Helgoland Bight viene distrutta da Alberto (Franco in Danimarca non attacca Kiel probabilmente per paura di un attacco anglo-tedesco), mentre il fronte russo-tedesco cade ancora una volta in stallo. Da quello che sento e vedo mi è ormai chiaro che Franco sta preparando il terreno per tradirmi, quindi cerco di prevenire gli eventi. Lo chiamo da parte per discutere su come spartirci l'area balcanica e Smirne. Gli faccio capire che io vorrei la parte meridionale (Grecia -già occupata- e Serbia, e magari Smirne), lui vuole (notare la mancanza del condizionale) Smirne, Serbia e Bulgaria -già occupata-. Aggiunge che se poi io volessi Vienna, allora dovrei rinunciare alla Grecia. Cercando di rimanere impassibile alle sue assurdità, gli dico che in generale la sua proposta è accettabile. Lo faccio tornare a posto con l'idea che io lo supporto su Smirne dall'Egeo e sulla Serbia dalla Romania, mentre lui supporta me su Vienna; per la Grecia, gli dico, vedremo poi. Ovviamente faccio completamente diverso e a fine anno la mia situazione è migliore della più rosea delle previsioni: mi ritrovo con ben 4 centri di cui 3 nei Balcani! Giulio riesce a rimanere a Vienna solo perché attacca Franco a Budapest.

Inverno 1906
Tutti sgranano gli occhi mentre piazzo tre unità sulla Penisola. Franco è fuori di sé; Marta per la prima volta nella partita ride; Giulio lancia oscure maledizioni; Alberto mi dà del parac**o. Alessandro rimpiazza la flotta perduta a Helgoland Bight con una nuova fiammante a Londra. Franco, scuro in viso, si prepara alla lotta piazzando due unità a Varsavia e Sebastopoli. Alberto distrugge l'armata in Picardy.

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L'addio

Primavera 1907
Con la scomparsa dell'armata di Alberto dalla Francia rimango unico protagonista nella regione prendendo facilmente Brest dalla Guascogna. Alessandro (pazzo!) si porta in Galles ed entra in Belgio, lasciando sempre più il fianco scoperto a Franco che si sposta nel Mare del Nord. Alberto (forse si è confuso) fa un doppio rimbalzo sull'Olanda e non inserisce un ordine per la flotta a Kiel; si autoprotegge sul fronte russo, ma Franco attacca semplicemente Berlino e avanza in Boemia. Giulio, sentendosi "forte" del fatto che io abbia tradito sia lui che Franco, si apparta con il cosacco e tenta di accordarsi. Non ho idea di cosa si fossero detti, fatto sta che torna al tavolo sorridendo, ma il suo sorriso si spegne quando Vienna cade sotto i miei colpi (cosa tra l'altro facilmente prevedibile, vista la posizione delle unità). Il fatto però che Franco non abbia nemmeno cercato di difenderlo gli brucia. Per avere la certezza di mantenere la Romania, chiedo a Marta di attaccare Costantinopoli, e lei accetta. Franco si porta in Armenia per assestarle il colpo di grazia, mentre a nord continua a mantenere la posizione in Danimarca.

Autunno 1907
Alessandro si sposta nel Mar d'Irlanda e supporta il povero Riccardo verso il suo ultimo centro, ma l'attacco non va a buon fine, e supporta verso l'Olanda la flotta russa, la quale però dirige la prua... verso Edimburgo. Franco commette però l'errore di attaccare Kiel dalla Danimarca rompendo il supporto dalla Svezia e consentendo ad Alberto di entrare nel regno danese. Il Kaiser non sa sfruttare l'occasione di Giulio che attacca Varsavia per avanzare verso est e si barrica nuovamente in difesa. Io difendo con successo Vienna ma non riesco a entrare a Budapest. Franco spodesta Marta a Smirne.

Inverno 1907
Io e Franco costruiamo due unità a testa. Marta e Riccardo si ritirano e vanno a giocare alla console, Giulio rimane curioso di vedere come andrà a finire.

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La Russia si ingrandisce ancora

Primavera 1908
Alberto e Alessandro non ne possono più dei giochetti di Franco. Li prendo in disparte e li convinco ad un'alleanza a tre contro il malefico russo Alberto, già rassegnato alla sua funzione di "tappo", accetta subito; Alessandro, solo dopo aver constatato che da solo non può farcela ma non può nemmeno continuare a stare al fianco del cosacco, entra nella congrega. Il nostro scopo è ovviamente ricacciare Franco verso est. Non fidandomi molto di Alessandro (un po' perché fino al turno precedente era dall'altra parte del fronte, un po' perché entra nell'alleanza senza convinzione, un po' perché si è dimostrato ingenuo con Franco) comincio a costruire un piano per castigarlo nel caso sgarri: mi porto con forza nella Manica (abbiamo concordato che lui non deve far entrare la flotta russa nel Mare del Nord spostandosi dalla Manica, ma nel caso ci ripensasse...) e proteggo nell'Atlantico. Le flotte fresche sulla Penisola entrano nel Tirreno e nello Ionio, mentre entro a Budapest ma perdo la Romania. Alberto perde Berlino e si dirige nel Mar Baltico. La Danimarca alemanna, con rimbalzo russo-tedesco, rimane incustodita.

Autunno 1908
Avanzo nel Mare d'Irlanda e nel Mediterraneo orientale. Tento di riprendere la Romania ma fallisco, in compenso conquisto Budapest. Proteggo Alberto a Monaco. Franco non riesce a riconquistare la Danimarca, ma mantiene la posizione su Berlino e cosa peggiore entra nel Mare del Nord perché Alessandro, anziché difendere la posizione, torna a Londra preoccupato che io lo invada. Cerco di non arrabbiarmi alla vista della caz**ta, mentre Alberto supporta Alessandro sul Belgio (probabilmente non si fidavano).

Inverno 1908
Stando al numero di centri mi spetta un'unità, così posiziono una flotta a Napoli. Franco gongolante costruisce a Varsavia e San Pietroburgo. Alberto distrugge la flotta nel Mar Baltico.

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La Germania sull'orlo della catastrofe

Primavera 1909
Continuo ad avanzare nell'Atlantico, conquisto Smirne ma fallisco ancora una volta la presa della Romania. Alberto ha paura che io entri in Ruhr e fa anche lui una caz**ta muovendosi dall'Olanda in Ruhr. Il problema è che Alessandro sconfigge Franco nel Mare del Nord, e come risultato ci ritroviamo una flotta russa in Olanda. Intanto un'altra flotta russa si presenta in Norvegia.

Autunno 1909
Franco è sempre più infastidito dalla coalizione che s'è formata contro di lui (anche se questa alleanza è labile, con quei due che non si fidano): solo Alessandro è disposto a sentire quello che ha da dire. I miei sospetti aumentano, e per far avvertire ancora di più la mia presenza pressante ad Alessandro entro in Galles. La mia avanzata verso il Mare Norvegese viene bloccata dalla Norvegia, mentre sul fronte italo-russo avviene uno stallo. Alessandro caccia da Edimburgo la flotta nemica. Per salvare il Belgio (attualmente centro inglese) dal possibile attacco della flotta russa in Olanda attuo un rimbalzo doppio dalla Manica e dalla Guascogna, ma comunque Franco non sa sfruttare la sua flotta in Olanda. Alberto attacca l'Olanda con il supporto di Kiel, ma in questo modo Monaco non è sufficientemente sostenuta e cade in mano russa. Franco insiste ad attaccare la Danimarca ma rimbalza contro la flotta tedesca.

Inverno 1909
La flotta russa si ritira da Edimburgo nello Yorkshire, l'armata tedesca si rifugia in Ruhr. Io costruisco un'armata a Venezia, Alessandro una flotta a Londra. Alberto distrugge l'armata in Olanda.

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La svolta

Primavera 1910
Finalmente entro in Romania. Grazie allo sforzo combinato Italia-Germania Monaco torna sotto controllo tedesco. In Gran Bretagna Alessandro distrugge la flotta russa nello Yorkshire e si sposta nel Mare Norvegese grazie al mio supporto. Avanzo nel Mare d'Irlanda, mentre in Turchia avviene uno stallo. Alberto e Franco si bloccano per l'ennesima volta sulla Danimarca, ma la via d'ingresso per la Scandinavia è ormai aperta.

Autunno 1910
Io e Alberto riusciamo a mantenere la posizione in Romania e Monaco. Alessandro mi chiede supporto per spostarsi nel Mare del Nord (glielo concedo, anche se non serve a nulla) e nel Mare Norvegese, mentre avanza nello Skagerrak e nel Mare di Barents. Franco sempre più disperato per il deteriorarsi della situazione difende la Norvegia dalla Svezia, permettendo ad Alberto di entrare in Danimarca.

Inverno 1910
La conquista della Romania mi permette di costruire una flotta a Napoli. Franco chiede la patta, ma Alberto non ne vuole sapere.

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La riscossa inglese

Primavera 1911
Riusciamo con una mossa azzardata a prendere Berlino e evitare al contempo che Monaco ricada. Alessandro riesce ad entrare in Norvegia, ma rimbalza a San Pietroburgo e non riesce a entrare in Svezia perché Alberto non lo supporta. Io avanzo nel Mare di Norvegia ed entro in Bulgaria, mentre in Turchia Costantinopoli ancora non cede. Franco tenta di strapparmi la Romania ma fallisce; ritira la flotta bulgara nel Mar Nero e l'armata di Berlino in Prussia.

Autunno 1911
L'alleanza anglo-italo-tedesca sembra cedere. Alessandro è risentito per il mancato supporto in Svezia da parte di Alberto; questi risponde dicendo che non vuole consegnare tutta la Scandinavia in mano inglese. Franco intende approfittare del dissapore tentando di convicerli a cambiare fronte, facendo perno sul fatto che stando con me hanno fatto il mio gioco (beh...). In realtà nessuno dei due è intenzionato a tornare con Franco: semplicemente "non vogliono" rimanere alleati. Intervengo io: poiché sarebbe mossa logica per Alessandro attaccare l'Olanda tedesca dal Mare del Nord oppure la Danimarca, gli comunico che io muovo sicuramente verso il Belgio e che se non vuole che il turno dopo io lo invada lui deve parare il mio attacco. In questo modo spero di convincerlo ad impiegare la flotta del Mare del Nord in maniera che non leda i possedimenti tedeschi dando vantaggio al russo. Alessandro si oppone al ricatto e per addolcirlo acconsento a ritirare la mia flotta dal Mare Norvegese. Poi mi rivolgo ad Alberto e gli faccio notare che anche se la Scandinavia diventasse inglese la partita non la vincerebbe Alessandro, quindi gli chiedo di non infastidirlo ulteriormente. La richiesta non viene accolta e l'attacco sulla Svezia fallisce per il supporto tedesco al russo. Il fronte italo-russo cade in stallo. Per evitare sorprese faccio un doppio rimbalzo su Monaco. Alessandro conquista facilmente San Pietroburgo.

Inverno 1911
Alessadro posiziona due flotte ma continua a non andargli giù l'ostruzionismo di Alberto, che costruisce a Monaco. Io posiziono un'armata a Venezia. A causa delle pesanti perdite (4 centri) il mogio Franco rinuncia all'armata in Galizia e alla flotta nel Mar Nero.

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Vittoria!

Primavera 1912
Alessandro entra in Svezia: stavolta Alberto non contrasta il movimento perché ricatto entrambi: di nuovo muovo sul Belgio, mentre ad Alberto lo ammonisco dicendogli che se contrasta l'inglese il turno dopo lo invado (per questo avanzo in Tirolo). Per sicurezza supporto il fermo in Galles e nella Manica. Franco ritira le sue unità dalla Germania e si porta in Livonia. Io riesco a strappare Costantinopoli e avanzo nel continente: ormai la vittoria è dietro l'angolo.

Autunno 1912
Conquisto Sebastopoli ed entro nel Mar Nero mantenendo Costantinopoli. Franco tenta disperatamente la tattica del doppio rimbalzo su Mosca, e riesce a togliere San Pietroburgo ad Alessandro che, volendo vendicarsi, attacca la Danimarca (ma Alberto non si fida e supporta la difesa). Supporto ancora il Galles e la Manica, ma Alessandro non mi attacca.

Inverno 1912
Alessandro si ritira nel Mar di Barents, Franco in Armenia.
Vittoria all'Italia per 19 centri.
*Un compromesso è perfetto quando tutti sono scontenti. (Aristide Briand, Presidente del Consiglio di Francia, 1915-1917)
*SI... PUÒ... FARE! (Frankenstein Junior)
Manuel
 
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Re: Una partita dal vivo tra amici

Messaggioda cranberry » mercoledì 14 marzo 2012, 12:43

Ma fammi capire...che lavoro fai lo scrittore? :)...in ogni caso complimenti...certo che se vai avanti così ci metterai più tempo a commentarle che a giocarle le partite a diplomacy ;).
Dott. Comm.,Figl di putt, gran test di cazz, stronz, gran farabutt, pezz di merd, grand pezz di merd (ma molto meno di Fulvio De Persio), colui-che-è-scritto-in-giallo-ma-che-ha-il-quintuplo-di medaglie-di-altri-scritti-in-giallo.
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Re: Una partita dal vivo tra amici

Messaggioda Francesco » mercoledì 14 marzo 2012, 13:10

Povero, ci ha messo anche tanto a raccontarci il resoconto della sua partita (che io ho molto apprezzato!) e lo prendiamo anche in giro?

Bravo Manuel!
La filosofia è come la Russia: piena di paludi e spesso invasa dai tedeschi.
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Re: Una partita dal vivo tra amici

Messaggioda cranberry » mercoledì 14 marzo 2012, 13:18

Francesco rileggi quello che ho scritto...gli ho fatto i complimenti :).
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Re: Una partita dal vivo tra amici

Messaggioda Manuel » mercoledì 14 marzo 2012, 14:17

Grazie a tutti e due :)
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Re: Una partita dal vivo tra amici

Messaggioda Francesco » mercoledì 14 marzo 2012, 18:06

Ho riletto e confermo quanto scritto, Luca :lol: non ho negato i tuoi complimenti, comunque ;)
La filosofia è come la Russia: piena di paludi e spesso invasa dai tedeschi.
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Re: Una partita dal vivo tra amici

Messaggioda robertorifokkk » giovedì 15 marzo 2012, 11:11

Complimenti anche da parte mia e...
1- Il frullatore dei punti del supermercato poi a chi è andato?
2- Io tifavo per Marta ahah :)
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Re: Una partita dal vivo tra amici

Messaggioda Manuel » giovedì 15 marzo 2012, 13:27

robertorifokkk ha scritto:1- Il frullatore dei punti del supermercato poi a chi è andato?

La tessera se l'è tenuta Riccardo :mrgreen: (che tra parentesi il frullatore ce l'ha già; sta accumulando altri punti nella speranza di poter mettere le mani un giorno su una pentola a pressione. Io credo che se la comprasse a parte farebbe prima e spenderebbe meno...). Però ha regalato lo stesso la collezione di figurine ad Alessandro (che sempre tra parentesi tale collezione ha come unica squadra completa il Milan, mentre Alessandro è tifoso dell'Inter). :lol:
Il criceto invece è morto una settimana dopo la partita. :(

robertorifokkk ha scritto:2- Io tifavo per Marta ahah :)

Quella di Marta è stata l'unica (e mi sa anche l'ultima) partita che abbia fatto e che farà mai. Ha detto: "Un gioco dove viene premiato il più st***zo non è un gioco, fomenta odio e rancore! Dovrebbero mettere dentro la mente malata che l'ha concepito!" :shock:
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Re: Una partita dal vivo tra amici

Messaggioda robertorifokkk » venerdì 16 marzo 2012, 13:09

ahah Marta non ha tutti i torti... Diplomacy non è per tutti gli stati d'animo :D

povero criceto :(
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Re: Una partita dal vivo tra amici

Messaggioda fede » venerdì 16 marzo 2012, 18:22

Manuel ha scritto:
robertorifokkk ha scritto:1- Il frullatore dei punti del supermercato poi a chi è andato?

Il criceto invece è morto una settimana dopo la partita. :(


Spero che non vi sia alcun nesso. :o
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